Biografia

 

Duca Savino sin da piccolo mostra un grande talento verso la pittura e dipinge per passione. Da bambino sperimenta l’argilla che prendeva direttamente dagli affioramenti argillosi di Crotone, città natale della madre.

Osserva il nonno paterno che dipingeva falsi d’autore e la madre pittrice, in seguito stringerà amicizie con vari pittori internazionali e un cugino Pittore di professione che vive in America.

In seguito ai suoi studi, alle molte e variegate esperienze lavorative accumulate, dopo un periodo di circa un’anno trascorso in una grotta in Andalusia, e ad una serie di eventi che ne delineano la personalità, decide di fare della pittura la sua professione.

“Il suo stile è caratterizzato da una comunicatività brillante, in cui
freschezza e personalità emergono in modo decisivo.” Artitalia Edizioni

“Un’avventura dell’arte che si avvale della libertà della mente per proporci una lettura diversa della realtà e per spingere alla riflessione.” Il Quadrato Edizioni,
dall’Expo di Milano alla biennale di Venezia.

Le sue opere, originali e litografie, sono presenti in varie gallerie e fanno parte di collezioni private in Italia, Spagna, Francia, Inghilterra, Germania, Stati uniti d’America, Mexico e Australia.
Affina la tecnica dell’olio su tela e dell’incisione su foglia d’oro in bottega con Marco Baldacci (Presidente del. Venezia Accademia A.Magno).

Tra il 2015 e il 2019 riceve e rifiuta oltre 20 premi d’arte .
“Ragazzo eclettico, con grandissimo bagaglio culturale e dalle doti artistiche eccezionali […]” Flyer art Gallery, Floriano Massera
Si laurea in Fisica in Italia, e in Neuroscienze in Spagna.

Classe 1986, si approccia all’arte scenica nel 2005, inizia facendo spettacoli di teatro-circo all’interno della compagnia italiana La Zandella come clown e giocoliere. Continua poi con diverse compagnie a Granada (Spagna) dove fa spettacoli di teatro-circo e Cabaret,
lavorando principalmente con l’immagine e col corpo. Attualmente vive ed opera a Napoli unendo arte figurativa e performativa.

Marco Baldacci
(Presidente Delegato per le tre Venezie Accademia Universale“A. Magno”)

 

Ode alla tipografia

Dai puffi ho imparato che anche se sei blu puoi viver bene, da Gargamella che il nome di battesimo ti dice molto su una persona. Dalla cruna dell’ago ho imparato che se pur piccolo decidi tu se aprire o chiudere le porte a un gigante, e se una grande decisione prenderai al mondo la tua impronta lascerai. Dalla famosa legge che uno più uno è uguale a due, ho imparato che è tutto tanto complicato quanto semplice. Ho imparato che se uno si chiama Libero di nome e Impegnato di cognome, qualcosa ti dovrà pure insegnare, e anche chi si chiama Dido Nkulo ti da il suo. Da un pelato ho imparato che il gelato spiaccicato in testa si scioglierà comunque di forma eterogenea, e che anche i ghiacciai a volte hanno caldo, ma soprattutto che se sbagli a mettere l’h di un altro stato sarai araldo. Ho imparato che se prendi sul serio chi ti dice :- Quando parli con me devi stare zitta – oppure – Fai pure quello che vuoi, PERO’ … – hai forse mal’interpretato la legge dell’uno più uno. Ho imparato che anche l’edera ha la sua filosofia, e che a volte è più saggio un albero, capace di stare tutta la vita, giorno e notte, fermo in un punto, che non un giramondo. Ho imparato che un Bonobo potrebbe essere più intelligente di uomo pur non sapendo bannare, che un popolo che ricorre all’uomo per impollinare i fiori usando dei pennelli sta alla frutta. Dal teatro ho imparato che tanto lontano da te stesso non puoi andare. Dal cervello che c’è un cuore, dalle mani che c’è la scultura, dalle parole che c’è l’ignoranza e che c’è il romanzo, dal corpo che c’è il canto e dal gatto che c’è l’amore. Dagli spaghetti che c’è la goduria, dalla spazzatura che c’è la bellezza, dal riciclaggio che c’è il mercato, dai soldi che c’è un dio, dalle cuffie in piscina che c’è la noia, dalla tv che c’è la massa, dalle cavallette che c’è un buco sulla zanzariera e dai calendari che c’è il giorno mondiale della fatina dei denti. L’editoria mi ha insegnato che con poco puoi avere un gran maestro da cui imparare, altrimenti le sedie potrai imbrattare. La chiesa mi ha insegnato che l’importante non è che sia vero ma che tu ci creda. Dalla finzione la realtà, dal suono del campanello del padrone di casa che c’è uno che sta sopra e uno che sta sotto, ma non saprai mai chi dei due sta sotto, ne cos’è finzione o realtà. Dall’India che le vacche son sacre, dagli arabi che i maiali son sacri, dall’arte che tu sei sacro, dalla carta che gli alberi son sacri, da Darwin e la creazione che i soldi son sacri. Dai soldi, che una stampa a colori fronte retro è sacra, dalla stampa, che la tipografia è sacra.

Duca Luca